Il Nucleare come fonte energetica: Stato dell’arte, Evoluzione, Criticità

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mn_text]Il 28 novembre 2025 si è svolto presso l’Energy Center del Politecnico di Torino un incontro organizzato dal CDT – Club Dirigenti Tecnici di Torino con lo scopo di illustrare gli aspetti più significativi della generazione di energia da fonte nucleare, con particolare riferimento al ruolo che questa fonte può giocare nella transizione energetica verso una riduzione sostanziale delle emissioni antropiche di gas serra (principalmente CO2, CH4, N2O).

Hanno partecipato all’evento:

  • Il Dott. Andrea Tronzano, consigliere regionale del Piemonte e assessore al Bilancio e alle Attività Produttive, ospite istituzionale
  • Il Prof. Romano Borchiellini, Referente del Rettore del PoliTO per l’Energy Center, ospite accademico

I relatori sono stati, nell’ordine cronologico degli interventi:

  • L’ing. Giovanni Zurlo Coordinatore del team Tecnico-Scientifico del CDT
  • Il dott. Piero Pizzi Membro del team T-S e già Vicepresidente del CDT
  • L’ing. Ezio Pasqualon Responsabile Servizi Digital Transformation Gruppo Maire-Tecnimont
  • L’ing. Sonia Carbone  Reactor Balance Process System Design Head of Unit at newcleo
  • Il Prof. Carlo Massironi Docente presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca

che hanno esposto i diversi aspetti dello scenario complessivo che ha dato il titolo all’evento.

Introduzione al convegno e presentazione del CDT

Dopo l’introduzione alle tematiche dell’incontro fatta dal Vicepresidente Nicolò Amadesi che ha svolto il ruolo di moderatore

Ing. Nicolò Amadesi (VicePresidente CDT)

è seguita una breve presentazione del CDT da parte del Presidente Marco Mattioli

Ing. Marco Mattioli (Presidente CDT)

che ha fatto rilevare come  tra i principi fondanti del Club siano particolarmente rilevanti le disposizioni statutarie di promuovere iniziative atte a migliorare il grado di professionalità dei Soci con l’acquisizione e la diffusione di nuove conoscenze anche attraverso seminari e incontri.

In questo quadro di riferimento è di particolare rilevanza approfondire in modo rigoroso e privo di pregiudizi ideologici il tema dell’energia nucleare che in Italia è stato a lungo oggetto di dibattiti non sempre fondati su analisi tecnico-scientifiche oggettive, ma talvolta influenzati da posizioni ideologiche.

Il Presidente ha espresso la convinzione che questa attività di informazione possa fornire ai nostri Soci elementi utili per una valutazione critica e consapevole delle potenzialità dell’energia nucleare in quanto, adeguatamente gestita, essa rappresenta una risorsa in grado di contribuire concretamente allo sviluppo tecnologico, economico e industriale del nostro Paese.

1. Saluto istituzionale

Dott. Andrea Tronzano

Nel saluto istituzionale dell’Assessore Regionale al Bilancio e alle Attività Produttive, Andrea Tronzano, è stato sottolineato che da noi l’energia elettrica costa nettamente di più della media europea e che ridurne il costo per le molte aziende energivore presenti in Piemonte è una necessità strategica.

Ha poi evidenziato che occorre fare sempre attenzione alle esigenze dei cittadini,  insieme al fatto che l’UE ha inserito il nucleare  fra le energie necessarie allo sviluppo e che, anche se ci vuole tempo, il percorso è delineato con chiarezza

Esiste la necessità di creare ponti concreti tra istituzioni, accademia e imprese, soprattutto in settori tecnologicamente complessi come quello nucleare e che è interesse della Regione Piemonte a seguire con attenzione l’evoluzione dei progetti legati al nucleare di nuova generazione, in vista delle future decisioni nazionali sulla politica energetica

L’assessore ha terminato con l’apprezzamento per il lavoro del CDT, definito un “luogo dove si genera contenuto tecnico di qualità”.

Il pubblico ha accolto con favore un intervento chiaro, diretto e improntato a un forte senso di responsabilità istituzionale.

NOTA: Per ciascuno degli interventi dei relatori sono presenti sul Sito Web del CDT i files proiettati durante le relazioni

2. Fondamenti fisici e aspetti ingegneristici dell’energia nucleare

     2.1 Fondamenti fisici

Ing. Giovanni Zurlo

Ha quindi preso la parola l’ing. Giovanni Zurlo che ha fatto una panoramica sui fondamenti fisici dell’energia nucleare, partendo da atomi e radiazioni e spiegando che l’energia ottenuta sia dalla fissione degli atomi “pesanti” quali Torio, Uranio e Plutonio che dalla fusione degli atomi “leggeri” quali Idrogeno e Deuterio deriva dal fatto in queste reazioni nucleari “scompare” della massa che viene convertita in energia secondo la celebre equazione di Einstein E=mc^2 dove c è la velocità della luce.

L’energia nucleare ha delle applicazioni in campo industriale con la generazione di elettricità, ma anche sanitario con la cura dei tumori mediante apposite radiazioni che distruggono i tessuti malati senza danneggiare significativamente quelli sani.

Ha illustrato quindi lo “stato dell’arte” della Fusione Nucleare con il Progetto ITER, Consorzio Internazionale che dovrebbe sfociare entro qualche anno nella realizzazione di un reattore sperimentale capace di ottenere un “guadagno” maggiore di uno in condizioni controllate, cioè energia ottenuta maggiore di quella spesa mantenendo la fusione in modo continuativo.

Dopo avere illustrato gli enormi vantaggi associati all’utilizzo commerciale della fusione nucleare ha messo in guardia da affermazioni ottimistiche sui tempi necessari per produrre energia elettrica così ottenuta: presumibilmente ci vorranno  ancora diversi anni.

A conclusione dell’intervento ha accennato alla recente normativa ISO 19443 secondo la quale occorrerà certificarsi da parte delle aziende che vorranno fare parte della “Nuclear Supply Chain” fornendo prodotti/servizi che rientrano in quelli “ITNS” -Importanti per la Sicurezza Nucleare e chiarendo cosa s’intende con questa espressione

2.2 Aspetti ingegneristici

Dott. Piero Pizzi

È stata la volta del Dott. Piero Pizzi che, dopo avere descritto lo schema tipico di un impianto nucleare, ha illustrato l’evoluzione nel tempo dei reattori nucleari, passati da quelli di “prima generazione” negli anni 50-60 del secolo scorso a quelli di seconda degli anni 70-90 e a quelli di terza dagli anni ‘90 fino al periodo attuale in cui sono in sviluppo quelli di “quarta generazione” nelle loro diverse varianti.

Ha illustrato i miglioramenti ottenuti attraverso le varie generazioni sia riguardo alla sicurezza che all’efficienza energetica delle varie tipologie dei reattori di quarta generazione: SFR, LFR, GFR, VHTR, SCWR, MSR e, dopo una rapida descrizione dei motivi che hanno portato agli incidenti di Three Mile Island in Pensilvania nel 1979, di Chernobyl in URSS nel 1986 e di Fukushima in Giappone nel 2011, ha illustrato i reattori di nuova generazione a “sicurezza intrinseca” Nuword, Bwrx, Amr, Alfred.

Ha quindi condotto una panoramica su come si era sviluppato il nucleare in Italia, con una sintetica descrizione delle 4 centrali, tre costruite negli anni ’60 e una, Caorso, alla fine degli anni 70, tutte attualmente dismesse.

Nel mondo ci sono attualmente circa 440 reattori nucleari attivi (i numeri possono variare di un paio di unità a seconda delle condizioni operative correnti): al primo posto gli USA con oltre 90 reattori attivi, seguiti da Francia e Cina con circa 55 reattori l’una.

La sua relazione è terminata con un confronto fra le varie fonti energetiche: Carbone, Petrolio, Gas Naturale, Biomasse, Solare, Idrico, Eolico, Nucleare per quanto riguarda le emissioni di CO₂  in Tonnellate/GWh che vanno nell’ordine elencato, da quella che immette di più, ossia il Carbone con 970 tonn/GWh, a quella che immette di meno, cioè il Nucleare con 6 tonn/GWh.

Il principale messaggio emerso dalla relazione è che gli SMR/AMR sono il risultato di 70 anni di evoluzione progettuale e rispondono a stringenti vincoli di sicurezza, modularità e integrazione industriale.

3. Intervento congiunto NEXT-N & NEWCLEO:

La decarbonizzazione industriale con la  chimica low-carbon

 

 

 

      Ing. Ezio Pasqualon                Ing. Sonia Carbone

I punti chiave della presentazione affrontati dai due relatori sono stati i seguenti.

  • Ruolo del format “E-factory for low-carbon chemistry”
    L’idrogeno prodotto tramite elettrolisi alimentata da energia nucleare rappresenta una soluzione efficace per ridurre le emissioni nei processi industriali, sostituendo l’idrogeno convenzionale da metano o da elettrolisi alimentata da RES.
  • Tecnologie nucleari avanzate
    L’integrazione di reattori modulari avanzati (AMR), come l’LFR-AS-200 di newcleo, con elettrolizzatori ad alta efficienza (alcalini o ad ossidi solidi) e sistemi di cattura della CO₂, consente la produzione di idrogeno e derivati (come e-Ammonia, e-Methanol e SAF) a basso costo e su larga scala.
  • Efficienza e sicurezza
    I reattori raffreddati a piombo e il combustibile MOX offrono vantaggi in termini di efficienza energetica, riduzione dei rifiuti radioattivi e sicurezza operativa rispetto alle tecnologie tradizionali.
  • Fattibilità economica dei prodotti low-carbon della E-factory
  • L’e-Ammonia e l’e-Methanol stanno raggiungendo soglie di competitività commerciale considerata accettabile dagli sviluppatori attivi nel business dei fertilizzanti, navale ed industria.
  • Il SAF (Sustainable Aviation Fuel) è ancora costoso, ma innovazioni come la co-elettrolisi e la scala industriale potrebbero ridurne il prezzo nei prossimi anni.
  • Impatto strategico
    La collaborazione tra Nextchem e fornitori di tecnologie nucleari (come newcleo) punta a industrializzare il format dell’E-factory for low carbon chemistry, affrontando il trilemma energetico (costi, affidabilità, sostenibilità) tramite reattori nucleari di 3 generazione avanzati (SMR+) e di 4 generazione (AMR).
  • Roadmap per la decarbonizzazione
    In sintesi, la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio richiede la decarbonizzazione di settori chiave come chimica, fertilizzanti, navale e aviazione tradizionalmente dipendenti dai combustibili fossili.

In questo contesto, l’approccio integrato tra nucleare, elettrolisi efficiente e cattura della CO₂ offre una via scalabile e sostenibile per la decarbonizzazione profonda dell’industria chimica, accelerando la transizione verso un’economia net-zero.

4. Finanza, rischio e bancabilità

Prof. Carlo Massironi

Il professor Carlo Massironi, economista, ha completato il quadro affrontando il tema che determina l’esito di qualunque investimento industriale su larga scala, con delle osservazioni essenziali  sui tre fattori che di norma gli investitori prendono in considerazione cercando di valutarli in modo attendibile:

  • Capex (capital expenditure – Spese in conto capitale)
  • Time-to-market (tempo di commercializzazione)
  • Rischio Paese

Trasferendo questi fattori nel campo dell’energia nucleare, si possono fare delle considerazioni specifiche:

  • i grandi reattori da 1,6 GWe soffrono di tempi troppo lunghi e costi non controllabili
  • servono tecnologie replicabili, prodotte in serie, con curve di apprendimento rapide
  • la modularità è la chiave per accorciare il tempo tra progetto → autorizzazione → costruzione → ricavi
  • gli SMR/AMR, se standardizzati, possono fare rientrare l’energia nucleare nell’orizzonte temporale accettabile per investitori e utility

Le implicazioni di queste considerazioni si possono sintetizzare dicendo che i nuovi reattori, oltre ad essere “piccoli” devono diventare rapidi da costruire, anche perché così proteggono per un tempo adeguato l’investimento dal rischio tecnologico  di future innovazioni a breve-medio termine.

5. Considerazioni finali del Prof. Romano Borchiellini

Prof. Romano Borchiellini

Nel suo intervento conclusivo, il Prof. Romano Borchiellini ha fornito un commento a carattere  strategico delineando una prospettiva realistica sul futuro del nucleare a fissione che si basa sul concetto-chiave che gli SMR dovrebbero essere “Small & Quick” ossia piccoli e realizzabili in pochi anni.

Ha sottolineato, sviluppando ulteriormente le considerazioni precedenti, che:

  • la sfida complessiva non è solo tecnologica, ma anche temporale: gli investitori oggi sono spaventati da cicli di realizzazione troppo lunghi (10–12 anni), durante i quali potrebbero emergere nuove tecnologie capaci di cambiare le regole del gioco. Per inciso, la più significativa tra queste è la Fusione Nucleare che, seppure ancora lontana dalla maturità industriale, è una “Wild Card” percepita come potenzialmente rivoluzionaria;
  • un reattore modulare di taglia piccola, installabile e operativo in 3–5 anni, potrebbe:
    • integrarsi più facilmente nella rete,
    • essere replicabile industrialmente,
    • ridurre il rischio percepito dagli investitori,
    • arrivare sul mercato prima che eventuali “tecnologie killer” (come la fusione) spariglino le carte.

Il suo messaggio ha quindi offerto una visione molto pragmatica: puntare su sistemi compatti, scalabili, realizzabili rapidamente e sostenuti da una filiera industriale flessibile.

Tavola Rotonda con domande dal pubblico

 

 

 

 

 

A conclusione dell’incontro ci sono state diverse domande da parte del pubblico sui molteplici temi sviluppati e discussi durante la serata

Riflessioni a latere sul quadro internazionale e sulle implicazioni per l’Italia

Cercando di riepilogare le varie prospettive delineate dagli interventi si può affermare che:

  • la Cina sta accelerando con l’ACP100 (Linglong One) e USA, Canada, UK stanno spingendo sugli SMR/AMR sui quali la competizione è ormai globalizzata
  • l’Italia, pur priva di centrali attive, ha competenze industriali eccellenti (Ansaldo, Maire, ENEA, Politecnico, etc.) alle quali la potenziale “Nuclear Supply Chain” italiana, con uno spiccato interesse piemontese, ma anche lombardo, può dare un notevole contributo inserendosi nelle filiere internazionali degli SMR/AMR e delle E-factory integrate.

Fra l’altro, la collaborazione fra Next-N e Newcleo è un esempio di come in Italia si possa essere fornitori di tecnologie avanzate nei settori sia nucleare che chimico.

Emerge con chiarezza che il futuro dell’energia non sarà basato su alternative del tipo  “o l’uno o l’altro”, ma su un ecosistema integrato in cui:

  • rinnovabili,
  • nucleare avanzato,
  • chimica dei sintetici,
  • infrastrutture industriali

cooperano fra di loro con l’obiettivo di decarbonizzare anche i settori più difficili.

Gli SMR/AMR accoppiati alle E-factory rappresenteranno con ogni probabilità la prima soluzione industriale realmente scalabile per e-fuel, idrogeno avanzato e calore ad erogazione continuativa.

L’Italia ha ancora una finestra di opportunità, ma deve muoversi ora, puntando su:

  • standardizzazione,
  • filiera integrata,
  • collaborazione tra mondo accademico e industriale

Riteniamo che questo incontro abbia confermato il ruolo del CDT come punto di riferimento per il dibattito tecnico-industriale torinese ed abbia evidenziato l’importanza di una visione chiara e pragmatica sul nucleare di nuova generazione coerentemente con l’idea-guida alla base dell’incontro stesso:

“Per decidere a ragion veduta è necessario conoscere la realtà effettiva”

Chiusura della serata

La serata si è conclusa con un momento informale di confronto tra relatori, imprenditori e soci del CDT, accompagnato da un aperitivo nella hall dell’Energy Center.

Molti partecipanti hanno espresso apprezzamento per:

  • la qualità degli interventi,
  • la possibilità di interagire direttamente con esperti del settore,
  • la continuità del ciclo di eventi del CDT, che prosegue sulla scia delle serate dell’anno precedente dedicate a Newcleo e CarpeCarbon.

Locandina dell’evento  https://clubcdt.it/wp-content/uploads/2025/11/Evento-sul-nucleare-CDT_Rev05.pdf

Presentazione Ing. Zurlo https://clubcdt.it/wp-content/uploads/2025/12/1-Fondamenti-di-energia-nucleare-G.-Zurlo-CDT-28-11-2025-Ok.pdf

Presentazione Dott. Pizzi https://clubcdt.it/wp-content/uploads/2025/12/2-Evoluzione-prospettive-e-criticita-dei-reattori-nucleari-P.-Pizzi-CDT-28-11-2025.pdf

Presentazione Ing. Pasqualon e Ing. Carbone https://clubcdt.it/wp-content/uploads/2025/12/3-AMR-Technology-for-Decarbonizing-the-Chemical-Industry_281125-E.-Pasqualon-S.-Carbone_released.pdf

Presentazione Prof. Massironi https://clubcdt.it/wp-content/uploads/2025/12/4-Can-nuclear-power-be-financed-within-deregulated-electricity-markets-C.-Massironi.pdf

Recensione dell’evento a cura di Giovanni Zurlo e Nicolò Amadesi [/vc_column_text]

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